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Posted in: Feminism

Published on Aug 02, 2021 by Giulio Meotti

Published by Giulio Meotti

“Il mondo islamico è molto diverso dal nostro giudaico-cristiano”

Intervista per la newsletter alla femminista americana Phyllis Chesler. “L’Afghanistan è la tomba delle nostre illusioni. I Talebani li ho conosciuti: bruceranno tutte le scuole per ragazze"


“Ho iniziato la mia carriera di femminista nel 1967, in veste sia di accademica sia di attivista. La nostra visione era radicale e riformista. Credevamo nell’universalità dei diritti umani. Comprendevamo la diversità multiculturale, ma non eravamo relativiste multiculturali. Attaccavamo la misoginia quando la vedevamo, non giustiBcavamo uno stupratore, un marito violento o un pedoBlo perché era povero (anche le sue vittime di solito erano povere), o era di colore (anche le sue vittime di solito erano di colore) o era stato abusato da piccolo (come le sue vittime)”.

Phyllis Chesler ha fatto la storia del femminismo americano con il best seller Le donne e la pazzia. Ma a ispirarla è stato il matrimonio con un afghano che aveva conosciuto a New York, esperienza che avrebbe tradotto in uno splendido libro, An American Bride in Kabul. “Strano a dirsi, ho vissuto in un elegantissimo purdah, vale a dire che non mi era permesso uscire di casa senza una scorta maschile. Strano a dirsi, mio suocero aveva tre mogli e ventuno bambini… particolari che il mio occidentalizzato marito si era ben guardato dal menzionare durante il lungo corteggiamento nel nostro college americano. Ventenne, vedevo donne afghane caracollare nei burqa, camere di deprivazione sensoriale, sacchi da cadavere ambulanti. Questi fantasmi erano costretti a sedere in fondo agli autobus. Accadeva parecchio prima dei talebani al potere. Ricordavo bene queste immagini anche quando criticavo il sessimo, il razzismo e l’omofobia americani”.

Adesso che gli americani se ne sono andati dall’Afghanistan, che i Talebani sembrano pronti a riprendere il potere e che 30.000 persone ogni settimana fuggono dal paese per paura del ritorno del CaliYato, Chesler guarda con sgomento le notizie da Kabul.

“Provo pietà, dolore, rabbia e frustrazione” racconta Chesler in questa intervista per la mia newsletter. “L'America e l'Europa non hanno invaso l'Afghanistan per liberare le donne o per costruire una nazione, ma per trovare Osama bin Laden, cosa che non sono riuscite a fare lì. Ma l'Occidente è obbligato a fare ciò che non si può fare, cioè addomesticare la barbarie, aiutare il fondamentalismo islamico ad evolversi nel XXI secolo? Ciò che le donne, i dissidenti, gli hazara e i gay afghani stanno aYrontando ora è esattamente quello che dovrà aYrontare l'Occidente nei nostri paesi. Come ho scritto, quando l'ultimo stivale militare lascerà il suolo afghano, i Talebani inizieranno a incendiare ogni rifugio per donne maltrattate e ogni scuola per ragazze. Hanno già decapitato un uomo afghano che lavorava come interprete per gli americani. Spareranno a vista a ogni giornalista televisiva, politica, agente di polizia, insegnante e medico senza velo. Donne e ragazze politica, agente di polizia, insegnante e medico senza velo. Donne e ragazze saranno di nuovo bandite dalla vista del pubblico, nascoste sotto il burqa o tenute in casa. Il loro destino sarà terribile. Chi non avrà marito e padre sarà costretto a mendicare o a diventare una prostituta stigmatizzata. Il 1 settembre 2021, i talebani inizieranno a lapidare pubblicamente le donne, in primis le femministe. Le mani dei ladri saranno tagliate secondo la legge della sharia”.

Chesler spera in un gesto nobile: “L'America e l'Europa dovrebbero iniziare subito a salvare le femministe afghane. Saranno molto meno propense a importare l’apartheid di genere con se in Occidente, molto più propense ad assimilarsi e a diventare cittadine produttive. Quando siamo atterrati a Kabul, c'erano almeno trenta membri della famiglia di mio marito ad accoglierci. I funzionari dell'aeroporto hanno sequestrato senza problemi il mio passaporto americano. ‘È solo una formalità, niente di cui preoccuparsi’, mi ha assicurato il mio nuovo marito Abdul-Karim. ‘Lo riavrai più tardi’. Non ho mai più visto quel passaporto. Ora ero cittadina di nessun paese e appartenevo a una grande famiglia poligama. Dovevo anche convertirmi all'Islam. Ero essenzialmente agli arresti domiciliari e vivevo nel XX secolo”.

Lascerá Kabul per l’America dopo sei mesi con un visto temporaneo per non rifarvi più ritorno. Sembra che dopo la partenza dell'Occidente, tutto sia tornato al punto in cui sono arrivati gli Stati Uniti nel 2001. Questa debacle afghana è la pietra tombale sulle nostre delusioni?

“Ben detto. Dovrebbe almeno far capire agli idealisti e ai riformatori tra di noi che il mondo islamico è molto diverso dal nostro mondo giudaico-cristiano; che non ha subito una riforma; non crede nella diversità religiosa o nell'uguaglianza religiosa, né nei diritti umani e delle donne. I singoli musulmani, sia religiosi che antireligiosi, possono farlo, e sono a rischio nei loro stessi paesi. Spesso vengono imprigionati e giustiziati, oppure fuggono in esilio. Come sappiamo, l'Occidente, o almeno i glitterati, hanno fatto causa comune con la barbara misoginia e l'intolleranza come un modo per puriBcarsi dai propri molti peccati, razzismo, colonialismo, imperialismo e della sua storia di schiavitù. Si riButano di capire che anche gli arabi musulmani hanno tenuto schiavi neri e che i musulmani africani un tempo erano determinanti nella tratta degli schiavi nell'Atlantico e nei Caraibi.

L'illusione che potremmo distruggere i talebani, Hamas, Hezbollah, al-Qaeda, ecc. e tutti gli stati che Bnanziano e sostengono il terrorismo e le ideologie fondamentaliste, dovrebbe ora essere messa a tacere. Non possiamo farlo con i mezzi tradizionali. Non possiamo farlo confondendo un terrorista con un combattente per la libertà”.


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